Mai
era successo su Call of Duty che un team riuscisse ad arrivare così
avanti in Winner Bracket agguantando addirittura già la Top 6 del
torneo il secondo giorno dell’evento; i giochi iniziano a farsi
seri ed i ragazzi possono attendere la giornata di domenica con un
sogno ad un passo di distanza che si chiama “Top 3”.
Il
passo chiaramente non è semplice, bisogna scavalcare i Reason Gaming
che non solo alla vigilia erano dati per favoriti, ma che nel corso
del torneo hanno dimostrato di poter essere i vincitori con un
percorso impeccabile durante tutto il torneo ed una vittoria illustre
contro i Button Bushers nel turno precedente.
Il
match si svolge su Strike ed è proprio sulla mappa simbolo di Call
of Duty 4 che i Reason Gaming stupiscono tutti andando a cambiare
nettamente il loro stile di gioco: il team inglese famoso per i suoi
rush incessanti ed istantanei, proprio contro i Cubesports.AMD,
cambia decisamente tattica andando imprevedibilmente a rallentare il
gioco cogliendo di sorpresa Shade e i suoi. Sarebbe servito un cambio
di marcia, piccoli accorgimenti per tenere botta in difesa, ma con
uno Shade sottotono, i Reason Gaming sono riusciti a portarsi a casa
la mappa per 13-7 dimostrando ai Cubesports.AMD che l’impostazione
di una tattica e l’adattamento alle tattiche avversarie sono
requisiti fondamentali per poter andare ad affrontare una finale
Winner Bracket e che in quel match i Reason avevano dimostrato
ampiamente di essersela guadagnata.
Lo
sconforto per i Cubesports.AMD è grande, ora non si può più
sbagliare e si aspetta di giocare contro i famosi Dignitas che anche
loro hanno dimostrato di essere estremamente competitivi nel torneo,
andando a sbagliare un solo match in Winner Bracket contro i Fnatic,
per poi riprendere il loro cammino in Loser Bracket verso il podio
del torneo.
Anche
nel pre-match, i Dignitas danno una grande lezione di Esport agli
italiani, facendogli capire a che livello di professionismo è
arrivato Callo f Duty 4 in Inghilterra: il capitano del team inglese,
Raz, ha già appuntato sul suo taccuino appunti sul team italiano,
osservato minuziosamente durante tutti i suoi match dei playoff.
Questo
oltre che ad essere un grandissimo segnale di preparazione da parte
degli inglesi, rende ancora più fondamentale l’aspetto tattico di
questo match: i Cubesports.AMD che già avevano sofferto le sorprese
tattiche da parte dei Reason, adesso avevano addirittura il problema
di non poter utilizzare le proprie contro i Dignitas e di dover
utilizzare quell’arma che i Reason erano riusciti ad utilizzare
molto bene contro di loro.
Su
Backlot infatti non c’è storia. La mappa, già giocata dai
Cubesports.AMD contro i Pure Esports, non aveva segreti per Raz ed i
suoi compagni che forti dello studio fatto sul taccuino del loro
capitano, affrontano alla perfezione il team italiano, senza lasciare
mai le redini del gioco. Poco si può recriminare ai Cubesports.AMD
per questo match, il divario tra i due team (dimostrato sia nei
Groupstage che nei Playoffs) è netto: la preparazione da
“professionisti” dei Dignitas schiaccia nettamente l’inesperienza
europea e la preparazione ottima, ma non “professionale” dei
Cubesports.AMD.
I
Cubesports.AMD comunque raggiungono un risultato storico per il
gaming di Call of Duty andando a guadagnarsi un 5°/6° posto che
risulta il miglior piazzamento di un team italiano in eventi fuori
dall’Italia e dimostra che un “meltin pot” di player sotto la
bandiera italiana possono arrivare, con impegno ed il grande supporto
di un multigaming, a conquistare le vette del gaming mondiale.
Shade,
George, mafarka, maxdd e Solu hanno dimostrato che l’esport
italiano non deve essere relegato alla propria nazione, ma che può
andare anche oltre le Alpi e dire la sua. L’esempio viene
addirittura da un team che ha puntato tutto sulla preparazione e non
sui grandi nomi della storia di Call of Duty: player come maxdd e
mafarka hanno avuto la possibilità di dimostrare il proprio valore
accanto a player rinomati come Shade e George e non hanno affatto
sfigurato al confronto; Solu è riuscito ad integrarsi ed a
comunicare in una lingua che non è certo la sua lingua madre, ma con
intelligenza e training ha aiutato il team a raggiungere un traguardo
mai sperato.
I
Cubesports.AMD sono l’esempio da seguire per il gaming italiano:
chi dimostra di volersi impegnare a pieno (puntando anche su giovani
promesse) riceve il supporto di chi nel gaming ci vive da anni e
fiuta all’istante il potenziale di un team che poi, come si è
visto all’Outpost, ripaga tutto il supporto con risultati da Top
Team mondiale.
Foto: cadred.org |