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G7: What's going on?
  • 2009-02-24 16:31
  • by MenioN
  • Comments: 6
  • Votes: 2


Questo articolo rappresenta la sola opinione dell'autore. La D.C.A. snc e i Cubesports.AMD declinano ogni responsabilità per i contenuti espressi nell'articolo.

Sono passati tre anni ormai da quando sette grandi organizzazioni del mondo dell'esport, Mousesports, 4Kings, Made in Brazil, Team3D, SK, Fnatic e NiP annunciarono la nascita del G7, organo composto appunto dai migliori teams del mondo la cui missione era quella di migliorare l'esport attraverso la cooperazione dei più importanti teams professionistici del mondo, per collaborare con gli organizzatori dei tornei e provvedere in generale ad una "standardizzazione" di un mondo - quello dell'esport - soggetto alle leggi di nessuno.

Da quella data, il 26 Aprile 2006, ad oggi, poche cose dell'operato del G7 sono rimaste ben impresse nella mente degli appassionati del netgaming competitivo.
In tre anni l'unica operazione che ha avuto un considerevole impatto sulla scena è stato probabilmente il boicottaggio della CPL Winter a Dallas, nel Novembre del 2007.

I teams membri del G7 decisero di comune accordo di non partecipare all'evento, dati i vari precedenti della società americana, che come ben noto è stata spesso al centro dell'attenzione per le vincite non pagate nei suoi eventi.

In particolare, il G7 contestava il fatto che, mentre con altre leghe e competizioni i problemi si riuscivano a risolvere, grazie sia alla partecipazione dei teams e giocatori sia all'aiuto degli organizzatori, con la CPL era molto più difficile, perchè "gli organizzatori non collaborano e quindi non dimostrano la volontà di procedere al pagamento". 

Le conseguenze di quell'operazione furono notevoli: l'evento, almeno in Counter-Strike 1.6, fu un completo disastro, la lista dei partecipanti non vide neanche un team europeo, tanto meno nomi altisonanti. Il primo posto, dal valore di 7,500 dollari (ed il montepremi totale fu anche dimezzato, dai 50 mila iniziali a 25 mila per i pochi partecipanti iscritti), andò agli X3O, un team che non avrebbe di certo avuto speranze in caso di partecipazione dei vari fnatic, MYM, SK, etc.
Non c'è bisogno di dire che, ovviamente, la rilevanza mediatica dell'evento fu ben inferiore alle aspettative e i fasti delle vecchie edizioni della CPL erano molto lontane.

Dunque il G7, in quell'occasione, dimostrò di avere un potere non indifferente: attraverso la loro assenza, ebbero probabilmente decretato in anticipo il fallimento di un torneo.

Pochi giorni dopo l'annuncio del boicottaggio, il G7 rilasciò dei modelli contrattuali per i giocatori ed i teams, qualcosa che indubbiamente sarà risultato molto utile a parecchie organizzazioni, ma che comunque non basta per dare stabilità ai rapporti tra queste e i giocatori. Il problema immediatamente successivo a quello della contrattualizzazione dei giocatori, è, infatti, quello del rispetto di questi contratti. Quante organizzazioni hanno infatti la possibilità e l'interesse ad avviare azioni legali in caso di rottura del contratto? Solo le più grandi, coloro che in qualche modo sono già al top e non vogliono che la propria immagine sia rovinata da una situazione del genere.

Comunque, dopo questi due segni di vita da parte del G7 (il boicottaggio e i modelli contrattuali), ben poco è arrivato nei mesi seguenti: la maggioranza delle news nell'archivio del loro sito riguardano infatti i diversi left/join nell'organizzazione e gli aggiornamenti del loro ranking.
Indicativo, in tal senso, potrebbe essere secondo me l'effettuare una comparazione tra due news scritte rispettivamente nel Febbraio 2008 e nel Settembre dello stesso anno.
Nella prima, quella di Febbraio, si leggono tutti gli obiettivi a breve termine dell'organizzazione, mentre nella seconda , quella di Settembre, c'è un elenco di tutte le attività recenti svolte (si presuppone che si riferiscano ad un periodo di almeno un anno, vista l'inclusione dei modelli contrattuali). Si potrà facilmente notare la discrepanza tra le due, visto che non vi è traccia nella news di Settembre dei molti dei progetti annunciati in Febbraio. Ad oggi è passato un anno e non vi è ancora nessuna realizzazione pratica di alcuni progetti da loro annunciati, come ad esempio quello di "rivedere, aggregare, e pubblicare (in una semplice tabella) i termini e le condizioni di ogni major league e torneo per comunicare chiaramente alla community le loro politiche per quel che riguarda la distribuzione del montepremi, l'aspetto mediatico, l'abbigliamento dei giocatori, etc.".

Sia chiaro, non penso che il problema sia che il G7 semplicemente non faccia nulla: non metto in dubbio che molte cose siano state fatte e non siano state annunciate, per un motivo o per un altro.
Personalmente, l'idea del G7 mi è sempre piaciuta e penso che il boicottaggio della CPL sia stato uno degli avvenimenti più importanti della storia dell'esport, perchè ha dimostrato finalmente che i teams hanno lo stesso potere degli organizzatori di tornei e campionati, ha dimostrato che se la community alza la voce, questa non si perde nel vuoto.

Il vero problema è che ci dovrebbe essere più trasparenza, più comunicazione tra il G7 e la community. Il G7 è l'unione dei più importanti teams professionistici del mondo, le punte di diamante dell'esport, le poche ed uniche realtà professionistiche di questo ambiente, ed è normale che la community voglia saperne di più, voglia essere aggiornata al riguardo.

Sono tre anni che il G7 esiste. Abbiamo visto teams che entravano ed uscivano, abbiamo visto altre piccole iniziative oltre alle due suddette, come ad esempio un calendario con tutti gli eventi esportivi di ogni mese, un ranking che puo forse essere considerato il più accurato di tutti i tempi.. ci sono tante questioni attorno al G7 che potrebbero essere approfondite, ma per ora la domanda che tutti si sono posti è stata: G7, what's going on?


 comments
#1 user offline gabri | 2009-02-26 00:32
bravo Mario, bell'articolo
 
#2 user offline revng | 2009-02-26 03:17
Salve sono Gabriele da Roma, vorrei fare una domanda a Mario:

"Lei pensa che una realtà come il G7 possa essere riportata (anche se con le dovute proporzioni) alla realtà italiana?
Perchè questo non è ancora accaduto e i "club" italiani lavorano ancora ognuno per conto suo?
Non crede che l'unione potrebbe fare la forza e magari anche il bene del netgaming nostrano?
Forse i "club" cercano di portare acqua SOLO al proprio mulino o crede ci siano altri motivi?"

Grazie un saluto a voi!
 
#3 user offline MenioN | 2009-02-26 16:58
Beh secondo me un ente simile non avrebbe senso in Italia, visto che attualmente tutto gira intorno ad EPS, avrebbe senso se ci fossero delle alternative.

Creare un "G7" italiano ora servirebbe a ben poco, perchè poco possono fare i team italiani per migliorare un qualcosa che non ha concorrenza.

Prendiamo il caso del boicottaggio della CPL e portiamolo in Italia: sarebbe stato possibile boicottare le EPS per la questione del montepremi in sospeso? Se ne parlò, almeno nella community di CSS, ma non se ne fece nulla, perchè in Italia tolta EPS togli tutto, i teams non possono farne a meno.
 
#4 user offline Kumo | 2009-02-28 16:21
gj menion. E concordo con la tua risposta a revng: boicottare la prolan o l'eps in italia non avrebbe senso perché non esistono altre competizioni all'altezza.
 
#5 user offline Moai | 2009-03-06 12:54
complimenti , bell'articolo
 
#6 user offline Rospon | 2009-03-12 13:03
Concordo col fatto che non avrebbe senso boicottare i gia' pochi eventi italiani; ma perche' non fare una "coalizione" sulla falsa riga del G7 per cercare di aumentare il numero di eventi nel nostro paese?
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