Stavo navigando per la rete e mi sono imbattuto in un curioso trailer per la promozione di un film contro la violenza nei videogiochi.
Possiamo quindi finalmente aggiungere alla lista dei mezzi di
comunicazione utilizzati per denigrare i videogiochi anche la categoria
dei "movie".
Moral Kombat sarebbe il nome della nuova crociata moralizzatrice
per sensibilizzare il pubblico su un tema piuttosto controverso, ovvero
l'influenza (ovviamente negativa) che certi tipi di videgiochi
avrebbero sulle menti dei giovani utenti.
E' singolare notare come si cerchi di combattere questa influenza, influenzando
a propria volta il target di questo video, che ovviamente non è il
videogiocatore ma genitori o chi di videogiochi poco se ne intenda.
Basta infatti già ascoltare l'incipit, che tramite una frase ad effetto
cerca di attirare l'attenzione e colpire l'ignoranza altrui sul tema
trattato: "E' chi racconta la storia a plasmare la civiltà, e oggi per milioni di ragazzini a raccontare storie sono i videogame".
Se fossi un genitore una frase del genere effettivamente mi preoccuperebbe, forse sfugge però che ogni titolo offre una classificazione
utile al genitore o a chi non è particolarmente ferrato in materia, per
decidere se il prodotto sia sottoponibile o meno ad un certo tipo di
pubblico.
Non voglio dilungarmi oltre e vorrei lasciare a voi
commenti o altre considerazioni, fa piacere però notare dal trailer
come i soggetti presenti, a parte la ragazza, abbiano una media d'età
poco inferiore a quella di mio nonno che, come è noto, fa parte della
categoria di esperti conoscitori del panorama videoludico.