Ammetto che la notizia non è recentissima, ma se non si fosse capito mi sto divertendo in questi giorni a spulciare la rete in cerca delle varie battaglie anti videgioco, e ovviamente ho trovato altro. Questa volta fulmini e saette direttamente dal TIMES. 
Nella lista delle malefatte dei videogiochi avevamo già sentito parlare di dipendenza, ma personalmente mi mancava il paragone diretto con la droga.
Si perchè l'assimilazione viene fatta nientepopodimeno che al crack, così pare la pensasse Janice Turner, articolista del Times, qualche tempo fa.
Riassumendo, la giornalista porta alla luce una considerazione che, effettivamente, si basa su un fondamento sociologico: i videogiochi sono la moda del momento e non averli significa essere fuori moda.
Tradotto nel linguaggio sociologico: per sentirsi parte di un gruppo è necessario mettere in atto delle dinamiche proprie del gruppo di cui si intende fare parte.
La lettura si fa quindi interessante e quasi mi sembra siano apportate argomentazioni alquanto valide finchè in un secondo e mezzo mi crolla il mondo addosso nel leggere la seguente frase: io mi rifiuto di comprare ai miei figli console portatili, Xbox, Gamecube o la Playstation 2. Non sono altro che il Sudoku di Satana, la cocaina e il crack del cervello.
Rispetto ovviamente la posizione della Turner e di chiunque la pensi come lei, ma questa volta non so se ridere o se piangere - ma se volete farvi un pianto o una risata potrete leggere la notizia originale nel link più sotto.